|
Frattocchie, 25 ottobre 2002
Ricevo da Michael Lombardi-Nash la notizia che Harry Hay è morto l'altroieri, 23 ottobre, mercoledì.
Era molto anziano e le sue condizioni di salute si erano ormai aggravate; da molto tempo non rispondeva più alle mie lettere ed ero un po' preparato a questo... Ciò non toglie che la sua scomparsa mi dia un grande, grandissimo dolore per la straordinarietà del personaggio, per la sua valenza quasi simbolica di ciò che è stato il nostro movimento e la nostra comunità, per il rapporto strettissimo di amicizia e affetto che mi legava a lui.
Gli italiani non sono molto familiari con Harry Hay, purtroppo, anche se è stato uno dei pilastri fondamentali del movimento e della comunità GLBT. Io ho cercato di parlarne il più possibile, nella convinzione che il culto della memoria storica sia lo strumento più efficace per l'affermazione della nostra libertà. Lo scorso 7 aprile, in occasione del suo 90° compleanno, i Radicali di Sinistra ebbero l'intelligenza e la sensibilità di dedicare proprio alla sua festa il loro primo brunch nella nuova sede romana.
Una decina di anni fa, il 29 marzo 1992, lo proclamai "beato" per "sottolinearne l'influenza straordinariamente positiva sia direttamente nella vita di tante persone che indirettamente nella nascita, sviluppo e diffusione di un movimento gay che, a sua volta, è stato ed è un formidabile strumento di emancipazione morale, civile e culturale".
Harry fu molto contento di essere il primo "quasi-santo vivente" della storia e fece fare delle T-shirts con su impressa l'immagine "ufficiale" della beatificazione, tratta dal santino realizzato da Enrico Verde e pubblicato su Rome Gay News. Aveva uno humour che s'intrecciava e amalgamava molto bene con il mio.
Ecco due documenti per aiutarvi a conoscerlo un po' meglio e il "santino" realizzato nel '92 da Enrico Verde.
1. Il comunicato per il suo compleanno, dello scorso aprile.
2. L'articolo apparso su Guidemagazine N° 5, maggio 2002.
**********
Domenica prossima, 7 aprile 2002, è il 90° (novantesimo !!!) compleanno di HARRY HAY, personaggio non molto conosciuto, in Italia, ma che è di una importanza fondamentale per la nostra storia... Io sono stato molto fortunato, nella mia vita, ed ho avuto l'opportunità forse unica di conoscere, frequentare e avere rapporti di amicizia con quasi tutti gli attori più rilevanti del movimento contemporaneo gay lesbico bisessuale e transgender, sia europei che americani. HARRY HAY è uno di questi e, probabilmente, il più caro che io abbia, vista la sua estrema dolcezza, il carattere affabile, la sensibilità così spiccata che lo caratterizza. Nel '93 un vento di burrasca soffiò sulla comunità italiana. Certe mie dichiarazioni vennero travisate da alcuni circoli e giornali e riportate in maniera capziosa. Attraversai un lungo momento di depressione che mi spinse a limitare di parecchio le mie attività. Ci fu perfino chi dichiarò alla stampa che non potevo parlare a nome del movimento gay visto che... non facevo più sesso! ("Consoli... è vittima delle sue frustrazioni perchè da 5 anni non fa l'amore", Il Tempo, 9 maggio 1993). L'unica voce che giunse a sostenermi fu quella senz'altro più autorevole di tutte: quella del fondatore della prima associazione GLBT, l'unico ancora vivente, dalla quale, a cascata, sono venuti fuori tutti i gruppi, circoli e movimenti dapprima americani ma che poi hanno dato la loro impronta al resto del mondo: la voce di HARRY HAY. Harry mi mandò una delle sue abituali, lunghissime lettere (di cinque pagine...), nella quale rifaceva la storia dell'omosessualità, dalle "comunità tribali" ai "liquidi corporali", dal "Vecchio Testamento" alle "Riunioni delle Faeries", delle quali era uno degli organizzatori (è l'ultimo sostenitore della teoria del "third gender" di Ulrichs) ... e tutto questo per sollevarmi lo spirito...
Massimo Consoli
2. Guidemagazine N° 5, maggio 2002-10-25
A Worthing, una località balneare vicino Londra, la domenica di pasqua del 7 aprile 1912 nasce Harry Hay. Diventerà il fondatore del movimento gay moderno. Lo scorso 7 aprile 2002, una gran parte del movimento americano si è data appuntamento al San Francisco LGBT Community Center per festeggiare i 90 anni di questo personaggio eccezionale al quale noi tutti, oggi, dobbiamo qualcosa.
IL BEATO VIVENTE DEI GAY
Il 1948 è un anno pieno di fermenti. In Danimarca nasce la Forbundet af 1948, in Svezia la Riksforbundet for Sexuellt Likaberattigande (RFSL), in Norvegia la Norske Forbundet av 1948 : associazioni ancora oggi vive ed attive. Nel corso di quell'estate, sulle coste della California, qualcuno stampa un volantino e lo distribuisce ai numerosi gay anonimi che prendono il sole sulla spiaggia. E' un appello a sostenere la candidatura alla Casa Bianca di Henry Wallace, che è stato ministro ed anche vice-presidente sotto Truman, prima di venire licenziato perché troppo critico (da sinistra) nei confronti dell¹amministrazione. Il volantino è firmato dall'Ordine Internazionale Fraterno per la Pace e la Dignità Sociale, ma tutti ne parleranno come dei Celibi Anonimi o Celibi per Wallace. L'Ordine si propone come "un'organizzazione di servizi e di assistenza per la protezione ed il miglioramento della Minoranza Androgina nella Società". L'idea per una iniziative del genere è uscita fuori durante un party gay alla University of Southern California quando, una birra dietro l'altra, ognuno cerca di spararla più grossa del vicino. Tra i partecipanti c'è Henry Hay, soprannominato Harry, un organizzatore culturale del partito comunista al quale è iscritto già da quindici anni, nato in Inghilterra nel 1912, impegnato presso il centro educativo del partito a Los Angeles dove insegna "sviluppo materialista della musica nella storia" e sposato con un'altra militante, dietro suggerimento di un dirigente al quale ha confidato la sua omosessualità. Harry Hay ci pensa su due anni. La delusione per il fallimento di Wallace è grande. L'America si prepara alla guerra di Corea nel bel mezzo di una crescente ondata di paranoia contro tutto ciò che non è WASP, cioè Bianco, AngloSassone e Protestante. Nel 1950, il senatore Joseph McCarthy tiene il suo famoso "discorso di Wheeling", chiedendo che l'amministrazione dello Stato venga "purgata" dalla presenza di sovversivi, in particolare comunisti e invertiti, ma anche da chi si mostra "troppo socievole con i negri e non ortodosso nel vestire, o abbia aderito al Partito Progressista di Wallace.
Comincia una serie di investigazioni negli uffici federali, poi nell'esercito ed infine contro personaggi importanti della cultura. Hay capisce che è cominciata una delle periodiche persecuzioni dove i gay hanno la funzione storica di capri espiatori. Parla con gli studenti omosessuali del suo corso di musica, quasi tutti comunisti o ex-comunisti, sostenendo la necessità di una organizzazione che si batta per i loro diritti.
Il 20 luglio del 1951 i suoi sforzi sono coronati dal successo e fonda la Mattachine Society. Il nome gli è stato ispirato da quelle società musicali che, nell'Europa mediterranea medievale e rinascimentale, erano composte da "cittadini celibi che non si esibivano mai in pubblico senza una maschera".
Questi cittadini, durante l'equinozio d'inverno, si trasferivano in campagna per celebrare i loro riti.
La sua Mattachine nasce "Per unificare quegli omosessuali isolati dai loro stessi simili [...] Per educare gli omosessuali e gli eterosessuali ad una etica cultura omosessuale [. . .] parallela alle culture emergenti dai nostri fratelli minoritari: i negri, i messicani, gli ebrei [...] Per indirizzare gli omosessuali più socialmente coscienti verso una leadership dell'intera massa dei deviati sociali [...] Per assistere il nostro popolo quotidianamente vittimizzato in seguito alla nostra oppressione [...]" Il primo documento è una petizione contro l'impegno USA in Corea. Le firme sono raccolte, ancora una volta, lungo le spiagge gay della California meridionale.
Nel 1952 la Mattachine si fa conoscere dal gran pubblico attraverso una iniziativa strepitosa. La polizia di Los Angeles, seguendo una deprecabile prassi consolidata negli Stati Uniti e che ha una lunga tradizione nei Paesi anglosassoni, "intrappola" Dale Jennings, facendolo adescare in un luogo di battuage da un agente giovane, bello e un po' mignottino. Dale è uno dei fondatori e tra i più combattivi. Non ha intenzione di subire come hanno sempre subito i gay fino a quel momento. Si consulta con i suoi amici e, insieme, decidono di creare un Comitato di Cittadini per Mettere Fuori Legge l'Intrappolamento. Distribuiscono volantini nei bar e lungo le spiagge gay e, arrivati al processo, Dale nega di aver fatto delle "proposte" al poliziotto, ma ammette di essere omosessuale. Il suo coraggio sconvolge la giuria che non sa più che pesci pigliare e il Pubblico Ministero finisce per ritirare l'accusa. La vittoria è uno strumento pubblicitario formidabile. Nel 1953 ci sono già più di cento gruppi collegati alla Mattachine, con una partecipazione che supera le duemila unità. La struttura dell'organizzazione è "segreta, gerarchica, a cellule", con cinque ordini di appartenenza disposti a piramide. I capi si trovano al quinto ordine e la gran massa degli appartenenti alle altre cellule sottostanti e separate tra di loro, non conoscono chi hanno sopra o accanto... In tempi più vicini ai nostri, Harry Hay si è dato da fare nell'elaborare la sua teoria del "Terzo Genere", molto vicina a quella del "Terzo Sesso" di Ulrichs, e nell'organizzare le"Faeries", le "Fate" vicine alla natura, all'ecologia, che sono una delle componenti più vivaci del movimento GLBT americano.
Massimo Consoli
|